Desideri Fetish: il foot worship e la donna diventa una Dea

Il foot worship, questo sconosciuto. Caratteristica molto comune nell’amore feticistico è la divinizzazione della Donna. La donna assurge al ruolo di Dea, Signora e Padrona e il desiderio che l’uomo nutre nei suoi confronti lo spinge a sottomettersi e ad assumere un contegno umile e devoto, a tratti religioso, ricalcando i motivi dell’Amor cortese e del Dolce stilnovo. Questo gioco e desiderio di sottomissione si esprime in particolare tramite il foot worship. Worship significa adorazione ed è proprio nell’adorazione e la devozione, l’essenza di questa bramosia di sentirsi asservito e succube.

Ai piedi della Donna sorge il Paradiso cui il devoto vassallo renderà omaggio, implorando di varcarlo.

I suoi piedi diventano piccole oasi verso cui fare pellegrinaggio. Lo schiavo si prostrerà, li bacerà, leccherà, bramando il loro sapore respirandoli e invocando il piacere di poterli sentire sul proprio volto.

Ma il piacere non riguarda solo l’uomo ma anche la donna. I piedi sono ricchi di terminazioni nervose, a testimoniarlo c’è la riflessologia plantare e ricevere massaggi e baci sotto la pianta del piede può procurare piacere al pari di altre zone erogene.

Ciò che solitamente appare come un gesto umiliante, diviene fonte d’intenso piacere che si può manifestare in vari gradi e modi.

Oltre al piacere fisico entra in gioco anche quello mentale. Si tratta di un modo di vivere l’erotismo in cui fondamentale è la ritualità. Il piacere viene amplificato dall’attesa, dal dover rispettare determinate regole. L’uomo deve sempre mostrare profondo rispetto e riverire la sua Signora, deve rimettersi completamente e incondizionatamente al suo volere.

Lo schiavo giace prostrato, inerme, in balia della Padrona, le basta uno sguardo, un cenno per vederlo piegare le ginocchia e strisciare per lei. In silenzio lui attende gli ordini, brama il tepore del piede o la pressione del tacco, è pronto a fare qualsiasi cosa, perché proprio in questo totale abbandono consiste il suo piacere.

In quest’ottica, il culto del piede, tende a fondersi con il FemDom. Il piede della donna diviene lo strumento con cui lei può imporre il proprio dominio e lo schiavo accetta la propria condizione come un dono che spesso deve conquistare, dando prove tangibili della propria devozione.

Il gioco diventa più complesso, il piede non è più solo fonte di piacere ma simbolo con cui si esplica la supremazia e i ruoli si delineano in maniera più precisa.

Lo schiavo adora i piedi della Padrona non solo per soddisfare la propria pulsione, ma soprattutto per dichiarare la propria sudditanza.

Il piede può essere nudo, fasciato dalle calze oppure chiuso nella scarpa, in ogni caso, quando la Padrona lo offrirà alla contemplazione e all’adorazione del suo schiavo, lui dovrà omaggiarlo e sacro sarà il suolo che lei calpesta.

Il feticismo è allora culto del divino, gli odori e i sapori della Dea sono reliquie che lo schiavo brama, le umiliazioni sono percepite come un mezzo per elevarsi e amare la propria Signora e Padrona.

Le pratiche del foot worship sono tante e tutte partono da questo presupposto di amore e passione ieratica. Baciare, leccare e persino mangiare dai piedi della Padrona diventa qualcosa di naturale, un piacere sottile che pervade appagando il desiderio senza estinguerlo.

Si tratta però di una forma d’amore in cui è indispensabile che ci sia intesa, fiducia e rispetto da ambo le parti, più di quanto sia necessaria in altre occasioni.

Solo quando ci si sente al sicuro è possibile abbandonarsi a tal punto al desiderio e al piacere.


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