L’ erotismo è solo nella trasgressione?

Erotismo e trasgressione sono profondamente  correlati. Se è vero che l’uno scaturisce dall’altra, è anche vero, che bisogna ben capire o ridare il giusto significato a parole appunto come erotismo e trasgressione. Siamo diventati infatti incapaci di percepire questi termini nella loro significato originale. La pornografia, il dilagare di racconti, romanzi e soprattutto opere di basso spessore letterario,  ci hanno convinti che la trasgressione, e di conseguenza ciò che è erotico, eccitante ed emozionante, debba per forza essere legato a sessualità complesse, situazioni sensuali fuori dal comune, passioni al limite della decenza o spesso della violenza.

Trasgredire significa violare una regola, sia essa sociale o morale. L’erotismo è la tensione a trasgredire, il desiderio di rompere l’ordine, di oltrepassare ciò che è proibito. Riportando questi significati nella personale  sfera sessuale di ognuno, ecco che le definizioni si sfumano. Quello che è socialmente o moralmente lecito, può esserlo in maniera più o meno netta a seconda dell’individuo. L’immaginario erotico, e di conseguenza il grado di trasgressione, se così si può chiamare, allora è strettamente legato alla propria individualità.

Certamente il racconto di una sessualità inibita, di una situazione che non ha nulla di provocante, non attrarrà l’attenzione, ma siamo sicuri che per eccitare, per trasmettere un’emozione, per accendere  o soddisfare un desiderio, sia necessario affidarsi a situazioni e sensualità troppo disinibite e spesso decisamente artificiali?

Si legge sempre di più del calo di desiderio nella coppia, della frustrazione generata da fantasie sessuali complesse che difficilmente trovano realizzazione, di uomini e donne che ostentano una trasgressione artefatta e che non appartiene loro.

Siamo davvero convinti che serva uniformare, appiattire, adattarsi ad una sensualità assolutamente disinibita, solo per imitare dei modelli imposti da un’industria per adulti (e mi riferisco anche all’editoria ormai, visti i numeri delle vendite dei romanzi erotici) ?

Siamo davvero certi che nel nostro letto coniugale, nella normalità complice del nostro rapporto, non ci sia il materiale per un racconto erotico?

Siamo davvero indotti a credere che, trasgredire sessualmente significhi comportarsi come una porno star?

Non che ci sia nulla di male a passare il limite, anzi, l’importante è che questo limite sia il proprio.

A me vengono in mente molte situazioni sensuali che si potrebbero definire normali, per scrivere più di un racconto erotico, giochi sessuali ordinari, chiamiamoli così, perfetti per un video amatoriale che potrebbe eccitare molto. Ma quel che mi viene anche in mente è che vorrei leggerli da voi.

Mi piacerebbe pubblicare i racconti di un erotismo usuale, le emozioni di una serata normale, la sensualità che si rinnova in una rapporto collaudato. Perché tutti sono bravi a stupire, ad eccitare con il limite; la sfida, che poi è quella che si combatte nel letto reale di ognuno di noi, è farlo con la regolarità, la consuetudine, la normalità.


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